Concept

Desiderio

Dal 2012 Ragusa Foto Festival è stato un incubatore di desideri: un luogo per i tanti fotografi appassionati, accompagnati dai propri sogni, dove imparare a riconoscere il proprio percorso di crescita consapevole e responsabile verso la fioritura della propria creatività. Così quest’anno abbiamo pensato di interrogarci sulla natura del desiderio, in quanto vera motivazione delle nostre azioni e spesso orienta le nostre scelte. Può essere l’espressione di un bisogno ma solo il desiderio è in grado di spingersi oltre e trascendere la dimensione della necessità. Quest’ultima infatti è alimentata da una carenza o da una debolezza del presente che richiedono di essere colmate, accudite, saziate. Si ha bisogno di bere o di mangiare, come di un lavoro. Il bisogno vive di mancanze, di vuoti da colmare. Il desiderio invece può proiettarsi nel futuro, cogliere aspirazioni, traguardi, ideali. Mentre il bisogno non ha con sé alcun sogno e il suo orizzonte sono attese già conosciute, imparate, già sperimentate, da ritrovare o replicare, il desiderio invece si spinge oltre ciò che già noto e metabolizzato. Perciò il desiderio sovente non ha una forma precisa, e sfugge dai confini.

Nell’era dei social media, della comunicazione istantanea, della libertà misurata sul potere d’acquisto c’è la sensazione che i nostri desideri spesso siano indirizzati, manipolati, pilotati, indotti o anticipati sulla base di calcoli, di algoritmi, di interpolazioni. Tutto ciò priva l’intelletto di prospettiva relegandolo ad una funzione esecutoria. Una eclissi della mente. I desideri hanno le gambe corte e si risolvono spesso in un appagamento simultaneo, breve, quasi insignificante. In una scarica di piacere virtuale di poco valore. Questo crea dipendenza, assuefazione e allontana lo sguardo da ciò che è essenziale e dalla cura della nostra esistenza e di quella dei nostri simili. Il desiderio assume allora il volto di una distrazione, di un capriccio, di un’evasione dalla nostra stessa natura.

E se invece il desiderio fosse per primo quello di conservare la nostra specie, i nostri ambienti, la nostra dignità, la nostra possibilità di esserci. E se esso risorgesse come un’opportunità di senso, di potenzialità umana, di perseveranza verso la vita, quella vera, non artificiale.

L'emergenza sanitaria COVID-19 ha spinto l'organizzazione del Festival ad adottare alcuni accorgimenti e modifiche del cronoprogramma.

Il Festival avrà un'anteprima nei giorni 24-25-26 luglio 2020, mentre la programmazione principale si svolgerà nell'estate del 2021 e sarà preceduta durante l'anno da una pluralità di iniziative culturali.

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