Lobismuller

Laia Abril

Lobismuller ricostruisce la storia del più enigmatico e sanguinario serial killer della storia spagnola, ma da una ‘prospettiva femminile’. Il Lupo Mannaro di Allariz, conosciuto come Manuel Blanco Romasanta, all’anagrafe nacque Manuela, battezzato, cresciuto e pensato in qualità di femmina. Recenti teorie forensi hanno ipotizzato fosse affetto da una rara sindrome di intersessualità, chiamata Pseudoermafroditismo femminile. Soprannominato anche Uomo di sego per la sua abitudine a produrre sapone con il grasso delle sue vittime, al processo del 1859 si dichiarò non colpevole: sosteneva di essere vittima di un incantesimo che lo trasformava in lupo costringendolo così ad uccidere le sue vittime.

 

 

LAIA ABRIL è nata a Barcellona nel 1986. Dopo la laurea in giornalismo ha frequentato i corsi di fotografia all’ICP (International Center of Photography) di New York. Nel 2009 ha partecipato a una residenza di cinque anni presso Fabrica, centro di ricerche sulla comunicazione, parte del Gruppo Benetton, dove ha lavorato come creative editor e staff photographer per la rivista Colors. A partire dall’esperienza negli USA l’artista ha cominciato a concentrarsi su temi quali la sessualità, i disturbi alimentari e la parità dei generi, realizzando progetti che mettono in relazione fotografia, testo, immagini in movimento e sonoro. I suoi lavori sono stati presentati, tra gli altri, in USA, Canada, Gran Bretagna, China, e sono stati acquisiti da importanti collezioni private e pubbliche come il Musée de l’Elysée e il Fotomuseum Winterthur in Svizzera e il MNAC in Barcelona. Ha pubblicato diversi libri e di recente ha vinto il premio Revelación Photo España, il Fotopress Grant e il Prix de la Photo Madame Figaro per la sua mostra A History of Misogyny al festival Les Rencontres d’Arles nel 2016.