Memoria Iblea

Percorsi per immagini nell'archivio condiviso di una collettività

Nell’anno del decennale Ragusa Foto Festival torna a coinvolgere e raccontare il suo territorio. Nell'ambito della sezione “Sicilia Iblea, territori in vista”, “MEMORIA IBLEA” è un progetto a lungo termine che si innesta in una rete di ampia condivisione delle strategie di valorizzazione integrata del patrimonio culturale regionale, promuovendo in particolare il miglioramento della fruibilità dei beni culturali, rafforzando la collaborazione fra enti e attori privati su base territoriale, avviando la sperimentazione di nuovi percorsi e strumenti di programmazione al fine di una efficace diffusione nazionale.
Obiettivo primario del progetto è la costruzione di un archivio fotografico collettivo digitale, documentario e iconografico, che coinvolga la comunità iblea e che la racconti attraverso percorsi di memoria visiva e di storia orale.

Attraverso la raccolta di immagini perlopiù private, si parlerà di un aspetto solo apparentemente secondario delle nostre vite: il divertimento che scaturisce dalla condivisione di momenti e piaceri, quel tempo passato insieme agli altri - che abbiamo prima chiamato “dolce vita” e poi “movida” - che la pandemia ci ha a lungo negato.
Il tema scelto è la rappresentazione esteriore di un desiderio che è necessità e che si declina, nel corso degli anni, in modi a prima vista differenti ma che, a ben guardare, sono figli di un immutabile sentimento e non del proprio tempo. Dietro la parola “movida” si nasconde, in realtà, un ampio tematismo di cui “lo stare bene” è il tema fondamentale. Il divertirsi in compagnia, in una sala da ballo piuttosto che in spiaggia, sorseggiando un aperitivo o assaporando un gelato dopo cena… sono momenti, condivisi, di ricerca di un’armonia, propria e collettiva, a cui continuamente bramiamo.

Una raccolta pubblica, declinata attraverso il coinvolgimento della popolazione tramite una serie di incontri e di punti di raccolta organizzati in luoghi di aggregazione in concomitanza con gli eventi più significativi della città, in cui si digitalizzeranno le fotografie conservate nei singoli album di famiglia al fine di raccoglierle in un grande, unico “album di comunità” aperto e disponibile a tutti. In esso si cercherà di rappresentare l’identità collettiva di un popolo che è sia stanziale che transitorio avendo esso da sempre accolto chi vi passa come una parte di sé.

Domenica 24 luglio alle 18.30 all’Antico Convento dei Cappuccini l’iniziativa verrà presentata alla città nel corso di un incontro che sarà un’occasione di riflessione pubblica sugli archivi, fotografici e non solo, e il loro ruolo in un contesto in cui la digitalizzazione ne permette riscoperta e riuso.

Interverranno:
Caterina Carricola, FullMind Lab di Crotone
Vincenzo Cassì, Archivio di Stato di Ragusa
Alfredo Corrao, docente e fotografo del MiC
Chiara Veninata, ICCD
Alba Zari, artista visiva
Modera: Stefania Paxhia, RFF

Contestualmente all’incontro dei fotografi del Festival si occuperanno di iniziare la digitalizzazione delle fotografie originali che chiunque potrà portare purché attinenti al tema. Esse saranno anche, con l’aiuto del proprietario, metadatate con l’aggiunta della descrizione dei luoghi e dei personaggi in esse rappresentati.
Una volta selezionate e organizzate le immagini queste entreranno a far parte dell’Archivio collettivo.
Al termine del progetto, in corrispondenza dello svolgimento del Festival del prossimo anno, sarà allestito uno spazio espositivo per valorizzare i risultati raggiunti.

Nei prossimi mesi Ragusa Foto Festival arricchirà l’iniziativa con la proposta di un workshop sulla digitalizzazione degli archivi fotografici con un particolare focus sui nuovi standard di acquisizione digitale stabiliti dalla Digital Library del MiC e dei percorsi di street photography per raccontare il territorio attuale ed evidenziarne le trasformazioni rispetto al passato documentato dagli scatti conservati negli album di famiglia. Quest’ultima iniziativa, in cui saranno coinvolte anche le scuole, costituirà anche l’occasione per la creazione di un racconto inedito del territorio svolto attraverso lo sguardo dei giovani.