Zero Intolerance

Donata Pizzi

Queste persone che muoiono ora, sono vicinissime a me, sono miei coetanei, e tante sono donne, che vivono e lottano nel mio stesso tempo. Ho pensato di testimoniare il loro impegno fotografando i luoghi dove sono state assassinate, per ricordarle oltre il momento cruento della cronaca. Tutti questi luoghi, lontanissimi tra loro, ma vicinissimi alla vita di ognuno di noi, vogliono ricordare l’incongruità e la diffusione di una violenza che ci riporta ai secoli bui. Le immagini ci aiutano a non dimenticare, a riflettere, per mantenere vivi l’energia e l’impegno di queste persone generose e libere che hanno vissuto vite vere.

 

 

DONATA PIZZI dopo un periodo di studio a Londra, ha dato vita all’ufficio romano di The Image Bank/Getty Images, agenzia con cui tuttora collabora. Negli anni Novanta ha compiuto numerosi viaggi in Africa, nell’Asia Centrale e nel nord Europa per conto dell’ENI, di cui ha documentato gli insediamenti industriali, realizzando allo stesso tempo importanti reportage per prestigiose testate. A partire dal 1997 ha focalizzato la sua ricerca sull’architettura coloniale italiana degli anni Trenta e sulle Città nuove. I risultati di tale lavoro sono confluiti nei volumi Oltremare, DodecanesoCittà nuove  e nella mostra Passaggio al moderno per la Triennale di Milano nel 2004, successivamente intitolata Città metafisiche, e presentata, tra le altre,  a Berlino, Nagoya, Tokyo, Roma, Buenos Aires e Mosca. Fra gli ultimi lavori, uno studio delle città romane di Tunisia, Algeria e Libia, una ricerca sul rapporto tra rovina e paesaggio e la percezione dell’archeologia, confluita nella mostra al Museo di Roma, Palazzo Braschi, Roma in Africa.