Ferdinando SCianna

#ragusafotofestival2019

Una selezione di cento fotografie in bianco e nero dedicate alla famiglia frutto di uno sguardo all’interno dell’immensa produzione fotografica di Ferdinando Scianna  che costruiscono un racconto per immagini che abbraccia tutto il mondo

“Cento fotografie scelte dal mio archivio che, in quarant’anni di deambulazioni per il mondo, mi hanno fatto incontrare l’universo delle famiglie. Sono immagini incrociate in poco meno di trenta Paesi, dalla Sicilia all’India, agli Stati uniti, all’America latina, all’Africa. Non corrispondono a un progetto organico e consapevole, ancora meno esaustivo.
Non ci sono immagini, per esempio, e certo non volontariamente, delle nuove famiglie nate e sviluppate negli ultimi trenta anni. Che attraversano i generi e le preferenze sessuali, tentano di dare anche nuove e difficili risposte alle famiglie tradizionali.
Queste 100 immagini vogliono semplicemente essere un contributo al tema che il festival di Ragusa ha scelto quest’anno e anche una verifica delle tracce che questo tema così universale aveva lasciato nella mia pratica e curiosità di fotografo”. 
                                                                                                                                                                        Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna nasce a Bagheria in Sicilia, nel 1943. Comincia a fotografare negli anni ’60 mentre frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia all’ Università di Palermo. In questo periodo fotografa, in modo sistematico, la sua terra, la sua gente, le sue feste. Nel 1965 esce il volume Feste Religiose in Sicilia, con un saggio di Leonardo Sciascia: ha così inizio una lunga collaborazione e amicizia tra Scianna e lo scrittore siciliano. Pochi anni più tardi, nel 1967, si trasferisce a Milano, lavora per L’Europeo, e poi come corrispondente da Parigi, citta in cui vivrà per dieci anni. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri, sempre con un’introduzione di Sciascia. A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique La Quinzaine Litteraire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, Ie cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù. Il grande fotografo lo introdurrà nel 1982, come primo italiano, nella prestigiosa agenzia Magnum. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda riscuotendo un successo internazionale. È autore di numerosi libri fotografici e svolge da anni un’attività critica e giornalistica; ha pubblicato moltissimi articoli su temi relativi alla fotografia e alla comunicazione per immagini in generale. Gli ultimi libri pubblicati con Contrasto sono Ti mangio con gli occhi (2013), Visti&Scritti (2014), Obiettivo ambiguo (2015) e In gioco (2016)