JULIA KATER

‘What Where’ di Julia di Kater (Brasile)

Il lavoro di Julia Kater è molto probabilmente un invito all’esperienza di molteplici aspetti, poiché funziona come un’immagine speculare su cui si cerca di riconoscere il lato elusivo di noi stessi. Lo si rivede più volte durante il giorno, attratti dalla sua immagine in continua evoluzione. Prendersi del tempo per considerare la proiezione di se stessi sulla cosiddetta superficie speculare della serie implica, infatti, il riconoscimento delle protesi aggiunte, dei ritagli in dialogo con la frammentazione del corpo, della giustapposizione di immagini riflessive imbevute con lirismo e affetto ottenuto dall’artista nelle riunioni famigliari che si svolgono da un lato all’altro dell’Oceano Atlantico. (Josué Mattos, curatore)

Julia Kater’s work is very likely an invitation to the experience of multiple regards, since it functions as a mirror image on which one seeks to recognize the elusive in oneself. One reviews it several times during the day, constrained to its ever-changing image. In fact, taking time to regard the projection of oneself over the so-called specular surface of the ‘What where’ series implies recognizing the attached prostheses, cut-outs in dialogue with the fragmentation of the body, as the juxtaposition of reflexive images imbued with lyricism and affection, which is obtained by the artist in family meetings that take place across the Atlantic Ocean. (Josué Mattos)

Biografia 
BIOGRAFIA
Vive e lavora a San Paolo in Brasile dove si è diplomata in  Fotografia 
presso la scuola di Marketing e Pubblicità, ESPM. Ha esposto in Brasile, in Francia, Stati Uniti, Belgio e Portogallo. Ha lavorato su collezioni molto importanti come MAR – Museu de arte do Rio, Rio de Janeiro; MON – Museu Oscar Niemeyer, Curitiba, Brasile; MARP – Museu de Arte de Ribeirão Preto, Brasile; Fundacíon Luis Seoane, La Corunha, Spagna; Fundação PLMJ, Lisbona, Portogallo.
La sua ricerca è basata sull’elaborazione di un corpus di opere affrontando la sua improbabilità visiva sia se il collage sia composto da diverse stampe fotografiche sovrapposte e sia se si tratti di video che raccontano il riarrangiamento di un insieme di azioni e frasi. Nelle sue opere la priorità è l’elaborazione dei corpi da scene quotidiane che suggeriscono esperienze simultanee e condivise con la memoria preesistente, e allo stesso tempo con la sua lotta con l’oblio, causa della graduale perdita di gran parte delle verità.
Tra le sue mostre più recenti: Abstratión, Galeria Fernando Pradilla (Madrid, Spagna – 2016); No lugar que chegamos, MAC Jataí (Goiás, Brasile – 2016); Breu, SESI MINAS (Belo Horizonte, Brasile – 2016); Da banalidade – volume 1, Instituto Tomie Ohtake (San Paolo, Brasile – 2016); I Biennial of Asuncion (Asuncion, Paraguay – 2015); Simultânea: Fotógrafos latino-americanos da coleção Carpe Diem, Centro de Arte Carpe Diem (Lisbona, Portogallo – 2015); Como Se Fosse, CAIXA Cultural (Brasilia, Brasile – 2014); e Frestas – Trienal de Artes, a cura di Josué Mattos, Sesc Sorocaba (Sorocaba, Brasile – 2014); SIM Galeria (Curitiba, Brasile – 2014).