Paola Fiorini
‘Do ut Des’
(Italia)

Ritrovo nello sguardo, nelle movenze, nelle attitudini di mia figlia tracce di me e tra le pieghe della sua pelle cerco le tracce delle mie radici. ‘Do ut Des’ è un libro autobiografico che racconta, attraverso dialoghi e fotografie, il rapporto con mia figlia. La premessa è una data : 27 Novembre 2075, la data del mio castigo. La chiamano condanna dei cento anni, per la legge Italiana io sono figlia di n.n. (non nominata) e potrò conoscere le mie radici solo al compimento del mio centesimo anno di età. 100 anni prima che un bambino abbandonato e non riconosciuto alla nascita possa accedere ai documenti che attestano l’identità della madre, una condanna che suona forzatamente fuori dalla realtà.  La promessa che strappo a mia figlia è quella di riuscire un giorno a riempire una cornice vuota. Riempirla con un ritratto che avrei da sempre voluto fare io ma che, per ora, risulta impossibile; il ritratto della mia madre naturale.

I find myself in the gaze, in the movements, and in my daughter’s attitudes. In the folds of her skin, I look for the traces of my roots. ‘Do ut Des’ is an autobiographical book that tells, through dialogues and photographs, the relationship with my daughter. The premise is a date: November 27, 2075, the date of my punishment. They call it a hundred years’ condemnation, for the Italian law I am the daughter of n.n (not nominated) and I will be able to know my roots only when I reach my 100th birthday. 100 years before a child abandoned and unrecognized at birth can access the documents that attest to his mother’s identity. A condemnation that sounds completely out of reality. The promise I expect from my daughter is to one day fill an empty frame. Fill it with a portrait that I always wanted to do but that, for now, is impossible; the portrait of my natural mother.

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