‘Do ut Des’ di PAOLA FIORINI  (Italia)

“Ritrovo nello sguardo, nelle movenze, nelle attitudini di mia figlia tracce di me e tra le pieghe della sua pelle cerco le tracce delle mie radici”.
Do ut Des’ è un libro autobiografico che racconta, attraverso dialoghi e fotografie, il rapporto con mia figlia. La premessa è una data : 27 Novembre 2075, la data del mio castigo. La chiamano condanna dei cento anni, per la legge Italiana io sono figlia di n.n. (non nominata) e potrò conoscere le mie radici solo al compimento del mio centesimo anno di età. Cento anni prima che un bambino abbandonato e non riconosciuto alla nascita possa accedere ai documenti che attestano l’identità della madre, una condanna che suona forzatamente fuori dalla realtà. La promessa che strappo a mia figlia è quella di riuscire un giorno a riempire una cornice vuota. Riempirla con un ritratto che avrei da sempre voluto fare io ma che, per ora, risulta impossibile; il ritratto della mia madre naturale.

I find myself in the gaze, in the movements, and in my daughter’s attitudes. In the folds of her skin, I look for the traces of my roots. ‘Do ut Des’ is an autobiographical book that tells, through dialogues and photographs, the relationship with my daughter. The premise is a date: November 27, 2075, the date of my punishment. They call it a hundred years’ condemnation, for the Italian law I am the daughter of n.n (not nominated) and I will be able to know my roots only when I reach my 100th birthday. 100 years before a child abandoned and unrecognized at birth can access the documents that attest to his mother’s identity. A condemnation that sounds completely out of reality. The promise I expect from my daughter is to one day fill an empty frame. Fill it with a portrait that I always wanted to do but that, for now, is impossible; the portrait of my natural mother.

BIOGRAFIA 
Veronese di nascita autodidatta da sempre, la sua formazione passa attraverso corsi di tecnica mai terminati, scambi di idee e visioni, workshop (2008 Elizabeth Opalenik; 2009 con Stefano de Luigi agence VII /Network ; 2010 Workshop con Alex Majoli/Magnum). Dal 2011 fa parte del collettivo Synap(see). Predilige l’uso di fotocamere a pellicola, materia dove si sviluppa gran parte della sua ricerca e sperimentazione stilistica. Ha un’ossessione per le piccole storie, quelle sussurrate e scoperte per caso. Nel 2009 ottiene il primo premio “Portfolio in Rocca” San Felice sul Panaro e nello stesso anno si classifica prima assoluta al “Portfolio Italia – Gran Premio Epson – Kiwanis”. Nel 2011 si aggiudica il secondo posto a RoveretoImmagini, nello stesso anno bissa di nuovo il successo con il primo premio al “Portfolio Italia – Gran Premio Epson – Kiwanis”. Espone al Centro Italiano della fotografia d’autore a Bibbiena , Savignano immagini SIFEST, Fotoleggendo (Roma), Mart (RoveretoImmagini), Corigliano calabro, Castelnuovo di garfagnana, Galleria NINAPI’ Ravenna, MuseoCasaFraboni San Pietro in Casale (Bo) e presso la galleria Belvedere (MI) collettiva “FOTO D’AUTRICE” a cura di Cesare Colombo e la collaborazione di Giovanna Calvenzi. Le sue immagini appaiono su “Il Fotografo” “Gente di Fotografia” “seedmagazine” “FotoIT”.