Raquel Bravo Iglesias
 ‘Berocoan’

Mio padre andò alle missioni del Mato Grosso negli anni ‘60, prima che io nascessi, e iniziò a scattare e ad organizzare con cura un archivio fotografico. Mia madre ha iniziato a fotografare ed elaborare l’album di famiglia proprio quando sono nato. Per entrambi la fotografia è stato un rituale necessario per integrare fra loro diverse esperienze fondamentali di vita e nuovi processi di socializzazione. Io e mia sorella abbiamo davvero imparato tutto sui rituali dalle storie sui Bororo, Karajás e Xavantes che mio padre era solito raccontarci. Questo progetto è un nuovo montaggio di questa memoria famigliare che pondera la possibilità che una cultura sistematicamente silenziata sia una parte fondamentale della mia. Da qui, esploro schemi e momenti che sono temuti e repressi, quelli che rifiutiamo di riconoscere.

My father went to the missions in Mato Grosso during the 60s, before I was born, when he began to photograph and carefully organize a photographic archive. My mother started to photograph and elaborate on the family album just when I was born. For both of them, photography has been a necessary ritual to integrate fundamental life experiences and new socialization processes. But my sister and I have actually learned all about rituals from the stories about Bororos, Karajás, and Xavantes that my father used to tell us. This project is a new montage on my family’s memory pondering the possibility that a systematically silenced culture is a fundamental part of my own. From here, I explore patterns and moments which are feared and repressed, those we refuse to recognize.

Raquel Bravo Iglesias Fotografo e docente  di fotografia, cinema e immagine al CEV e allo IED di Madrid