SAM HARRIS

#ragusafotofestival2019

‘The Middle of Somewhere’ di Sam Harris (Australia)

In un mondo digitale saturo di consumismo, ‘The Middle of Somewhere’ riporta da un remoto angolo del mondo, il sud-ovest dell’Australia, la voce di un’infanzia incontaminata. Con un calore e un candore raramente visti, Sam Harris concentra il suo obiettivo sull’infanzia delle sue figlie, in un luogo in cui sono liberi di sperimentare la meraviglia dei loro dintorni. Gli alberi e le ombre, i volti illuminati dal sole e le stagioni che passano, vengono commoventemente animati dalla sua suggestiva fotografia. Questo lavoro occupa un periodo di dodici anni nella vita della famiglia del fotografo, dal momento che hanno deciso con coraggio di lasciare la corsa al successo in cerca di un’esistenza più semplice.

In a digital world saturated with consumerism, The Middle of Somewhere brings a voice of an unaffected childhood in a remote corner of the world, the Southwest of Australia. With a warmth and candour rarely seen, Sam Harris focuses his lens on his daughters’ childhood, in a place where they are free to experience the wonder of their surroundings. The trees and the shadows, the sunlit faces and the passing seasons, are movingly brought to life by his evocative photography. This body of work spans a twelve-year period in the life of the photographer’s family, since they have boldly decided to leave the rat race in search for a simpler existence.

BIOGRAFIA
Fotografo e docente di fotografia, Harris è inglese ma vive e lavora in Australia. Ha esposto in modo estensivo in quattro continenti e ha ricevuto diversi consensi internazionali prestigiosi: premio australiano Photobook of the Year – Peoples Choice, un Lucie Award e dell’AIPP Book of the Year (Usa) ed è stato nominato finalista per i POYi Awards e Les Rencontres d’Arles Book Award in Francia.
Da giovane,  per imparare,  aveva trasformato la sua stanza in una camera oscura improvvisata. Ha fotografato artisti e copertine per diverse pubblicazioni come The Sunday Times Magazine, Esquire, The Sunday Telegraph Magazine e Dazed & Confused. Alla fine degli anni Novanta decide di cambiare direzione e si dedica alla fotografia documentarista concentrandosi sulla sua famiglia e sulla sua vita privata, mentre viaggiavano tra l’India e l’Australia. Il suo approccio documentario è senza tempo.