Stefano Parrini
‘FAIL’
(Italia)

L’estetica del fallimento nell’archiviazione della memoria. Il ricordo diventa balbuziente, volatile, incerto. I contorni, di per sé labili, si fanno confusi. Il loro senso disperso in un oceano senza fine di immagini. Come perduti. Da qui il titolo ‘Fail’ che in inglese può significare: disappunto, omissione, guasto, fallimento. La tecnologia espropria la memoria dalle persone, poiché il presente viene condiviso in modo istantaneo e vi è sempre meno sforzo nel ricordare. Se in passato si fotografava essenzialmente per non dimenticare, oggi lo si fa per osservare la realtà, per tracciarla. Pertanto sono le macchine a crescere la propria memoria e a ricordare per noi. Tutto appare più accessibile ma anche più esposto a rischi di obsolescenza e deperimento.

The aesthetics of failure in archiving memories. Stefano Parrini gives a name, a face, and a shape to a personal landscape, starting from its ruins. The fragments of memory.  The result is a confusing panorama, with a shining asymmetric vision of the time that tips over and frustrates the memory dimension. A monotheist vision arises from it. Sometimes it is unintelligible, but it seems to delete and prevail on the strength of the actual imagination, through an abstract and uniforming aesthetics glorifying a roaming, flat, binary language. ‘Fail’ is an alert madness. It is an oxymoron meant to highlight the role of the prevailing brainless technocracy that disintegrates individual history. All this being in support of a virtual settlement secured into an eternal and precarious present which tends to look more like dementia, a perceptual dysfunction.