YVONNE
DE ROSA

#ragusafotofestival2019

‘Hidden Identities’ di YVONNE DE ROSA (Italia)

Identità indefinite, perché molti dei bambini ritratti da Yvonne De Rosa così come le loro famiglie non hanno neanche documenti, sono letteralmente fuori della società civile. Ha viaggiato in Romania e in Bosnia-Erzegovina per registrare la vita di queste famiglie aiutate da Hope and Homes for Children, aiutate da Hope and Homes for Children, associazione  internazionale associazione impegnata nella difesa del nucleo familiare. La carità lavora instancabilmente per tenere i bambini con le loro famiglie e fuori dalle istituzioni, agendo come una mano guida nella vita delle persone più vulnerabili del mondo. Ciò che traspare nelle identità nascoste è la forza di carattere di ciascuno dei suoi soggetti. Spesso è difficile guardare oltre la superficie, ma non dobbiamo sottovalutare il fatto che la superficie possa rivelare indizi su ciò che sta al di sotto. Gli abiti indossati dalle persone di questa serie sono per lo più donati, quindi non scelti dalle persone che li indossano perché gli piacevano. Ciò che indossiamo definisce come gli altri ci percepiscono. Il modo in cui ci presentiamo al mondo esteriormente può avere una grande influenza sulla fiducia interiore che proviamo dalla risposta degli altri. Questo è un lusso che questi bambini non hanno. (Laura Noble)

Indefinite identities, because many of the children portrayed by Yvonne De Rosa as well as their families do not even have documents, they are literally outside civil society. She has traveled to Romania and Bosnia and Herzegovina to record the lives of families being helped by the international charity Hope and Homes for Children. The charity works tirelessly to keep children with their families and out of institutions, acting as a guiding hand in the lives of the world’s most vulnerable individuals. What shines through in Hidden Identities is the strength of character each of her subjects has. It is often hard to look past the surface, yet we should not discount that the surface can reveal clues to what lies beneath. The clothing worn by the people in this series is mostly donated, therefore not chosen by the people wearing them because they liked them. What we wear defines how others perceive us. How we present ourselves to the world outwardly can have a great bearing as to the inner confidence we feel from the resulting response from others. This is a luxury that these children do not have. (Laura Noble)

BIOGRAFIA

Napoli, 1975. Si è specializzata in fotografia alla Central Saint Martins di Londra e al London College of Communication. Il suo primo libro, “Crazy God”, è una raccolta di immagini scattate in un’ospedale psichiatrico dove aveva prestato servizio come volontaria. Da freelance ha lavorato con organizzazioni non governative nell’Est Europa, da qui la maggior parte degli scatti di “Hidden Identities” già esposti al Victoria & Albert Museum. Tra i suoi lavori più recenti “Terra Mia” sull’inquinamento nel Sud Italia, è stato esposto alla Conferenza Internazionale sul Clima del 2015. Magazzini Fotografici invece nasce in un’ex fabbrica di borse nell’antico Palazzo Caracciolo D’Avellino. La stessa De Rosa ha inteso farne una casa della fotografia, lanciando numerosi progetti partecipati per la diffusione dell’ottava arte