
Foto di backstage. Courtesy Fabio Florio
Nel gennaio 2026 un vasto movimento franoso ha interessato il centro abitato di Niscemi, causando evacuazioni e interruzioni di servizi. Si tratta di una tragedia in qualche modo “annunciata”: che quel terreno fosse franoso si sapeva già e le esperienze passate, come la frana del 1997, erano forse state sottovalutate.
Ma Niscemi non è un episodio isolato. Il nostro bellissimo e fragile Paese conosce bene, purtroppo, le tragedie cicliche che piogge improvvise e abbondanti, e una scarsa cura del territorio e delle norme di prevenzione, devastano.
Dopo, ci si ritrova non solo a piangere ma anche a sperimentare, sulla propria pelle, un momento di passaggio, uno spartiacque temporale: un prima e dopo la tragedia. Se in Romagna, a Faenza, flagellata dal nubifragio del 16 maggio 2023, esiste ormai un prima e dopo l’alluvione, anche a Niscemi esiste ora un prima e un dopo quel 25 gennaio in cui la frana ha trascinato con sé le case, le strade, i libri, la memoria.
Il Ragusa Foto festival ha chiesto ad Alessio Mamo, fotogiornalista di grande esperienza, di raccontarci questi mesi in un lungo reportage. La mostra Niscemi. Un racconto raccoglie le sue immagini realizzate a varie riprese nella città: dalle visioni aeree ai ritratti dei protagonisti, dalla ritualità da rinnovare nelle feste religiose a una nuova quotidianità da inventare, Niscemi è tutta in queste immagini forti e intense Al suo reportage si aggiungono le interviste video realizzate dal team del Festival.
Non solo. Con Niscemi. Un racconto il Ragusa Foto Festival si impegna ad assicurare una “copertura fotografica” e un monitoraggio continuo del territorio almeno fino all’edizione del prossimo anno, 2027.

Foto di backstage. Courtesy Fabio Florio
Nel gennaio 2026 un vasto movimento franoso ha interessato il centro abitato di Niscemi, causando evacuazioni e interruzioni di servizi. Si tratta di una tragedia in qualche modo “annunciata”: che quel terreno fosse franoso si sapeva già e le esperienze passate, come la frana del 1997, erano forse state sottovalutate.
Ma Niscemi non è un episodio isolato. Il nostro bellissimo e fragile Paese conosce bene, purtroppo, le tragedie cicliche che piogge improvvise e abbondanti, e una scarsa cura del territorio e delle norme di prevenzione, devastano.
Dopo, ci si ritrova non solo a piangere ma anche a sperimentare, sulla propria pelle, un momento di passaggio, uno spartiacque temporale: un prima e dopo la tragedia. Se in Romagna, a Faenza, flagellata dal nubifragio del 16 maggio 2023, esiste ormai un prima e dopo l’alluvione, anche a Niscemi esiste ora un prima e un dopo quel 25 gennaio in cui la frana ha trascinato con sé le case, le strade, i libri, la memoria.
Il Ragusa Foto festival ha chiesto ad Alessio Mamo, fotogiornalista di grande esperienza, di raccontarci questi mesi in un lungo reportage. La mostra Niscemi. Un racconto raccoglie le sue immagini realizzate a varie riprese nella città: dalle visioni aeree ai ritratti dei protagonisti, dalla ritualità da rinnovare nelle feste religiose a una nuova quotidianità da inventare, Niscemi è tutta in queste immagini forti e intense Al suo reportage si aggiungono le interviste video realizzate dal team del Festival.
Non solo. Con Niscemi. Un racconto il Ragusa Foto Festival si impegna ad assicurare una “copertura fotografica” e un monitoraggio continuo del territorio almeno fino all’edizione del prossimo anno, 2027.
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026