
La terza edizione della residenza d’artista del Ragusa Foto Festival, prodotta in collaborazione con la Fondazione Banca Agricola Popolare di Ragusa di BAPS, vede quest’anno lo sguardo di Anna Di Prospero posarsi sulle aree industriali iblee legate alla figura di Cesare Zipelli – ingegnere, economista, filantropo e appassionato d’arte – protagonista del grande passato imprenditoriale del territorio. Così Anna Di Prospero, fotografa e artista, ha riassunto la sua esperienza:
“Per questo progetto di residenza ho scelto di lavorare sulla pietra pece, una materia che ricorre sia nella storia del territorio ragusano come nella biografia di Cesare Zipelli. Laureato in Ingegneria Mineraria e direttore della ABCD (Asfalti, Bitumi, Cementi e Derivati), Zipelli dedicò proprio a questo tema una mostra, realizzata negli anni ’90, dal titolo La pietra pece, la pietra che ha fatto Ragusa.
Mi ha colpito come una materia apparentemente tanto specifica possa raccontare una parte importante della storia del territorio. La pietra pece non è solo una risorsa naturale, ma un elemento che ha contribuito a determinare lo sviluppo economico e a modificare il paesaggio. Ho scelto quindi di concentrarmi su alcune cave e siti estrattivi del territorio ragusano, come Streppenosa, Tabuna, Castelluccio e Gonfalone. Pur diversi tra loro, e legati a materiali differenti, questi luoghi condividono una relazione diretta con le risorse naturali e con i processi che hanno contribuito a modellare il paesaggio nel tempo.
Se prima del mio lavoro fotografico mi ero documentata con fotografie, testi e materiali storici, attraversare questi luoghi è stato molto diverso da come avevo immaginato. Mi ha colpito come i diversi siti conservino i segni della loro storia e anche se oggi non si presentano più come spazi industriali evidenti, continuano a portare traccia delle attività che li hanno trasformati.
Osservare da vicino la materia è stata una delle esperienze più significative del mio lavoro e molte immagini sono nate proprio da questa osservazione ravvicinata. In alcuni casi, le forme della roccia mi hanno suggerito l'immagine da creare, orientando la scelta del punto di vista, della composizione e della presenza del corpo nello spazio.
Anche in questo progetto, come spesso nelle mie realizzazioni, ho lavorato attraverso l'autoritratto. La presenza del corpo, infatti, entra nelle immagini come strumento di relazione con il luogo, introducendo una misura e un confronto con lo spazio che lo circonda.”
Anna Di Prospero

La terza edizione della residenza d’artista del Ragusa Foto Festival, prodotta in collaborazione con la Fondazione Banca Agricola Popolare di Ragusa di BAPS, vede quest’anno lo sguardo di Anna Di Prospero posarsi sulle aree industriali iblee legate alla figura di Cesare Zipelli – ingegnere, economista, filantropo e appassionato d’arte – protagonista del grande passato imprenditoriale del territorio. Così Anna Di Prospero, fotografa e artista, ha riassunto la sua esperienza:
“Per questo progetto di residenza ho scelto di lavorare sulla pietra pece, una materia che ricorre sia nella storia del territorio ragusano come nella biografia di Cesare Zipelli. Laureato in Ingegneria Mineraria e direttore della ABCD (Asfalti, Bitumi, Cementi e Derivati), Zipelli dedicò proprio a questo tema una mostra, realizzata negli anni ’90, dal titolo La pietra pece, la pietra che ha fatto Ragusa.
Mi ha colpito come una materia apparentemente tanto specifica possa raccontare una parte importante della storia del territorio. La pietra pece non è solo una risorsa naturale, ma un elemento che ha contribuito a determinare lo sviluppo economico e a modificare il paesaggio. Ho scelto quindi di concentrarmi su alcune cave e siti estrattivi del territorio ragusano, come Streppenosa, Tabuna, Castelluccio e Gonfalone. Pur diversi tra loro, e legati a materiali differenti, questi luoghi condividono una relazione diretta con le risorse naturali e con i processi che hanno contribuito a modellare il paesaggio nel tempo.
Se prima del mio lavoro fotografico mi ero documentata con fotografie, testi e materiali storici, attraversare questi luoghi è stato molto diverso da come avevo immaginato. Mi ha colpito come i diversi siti conservino i segni della loro storia e anche se oggi non si presentano più come spazi industriali evidenti, continuano a portare traccia delle attività che li hanno trasformati.
Osservare da vicino la materia è stata una delle esperienze più significative del mio lavoro e molte immagini sono nate proprio da questa osservazione ravvicinata. In alcuni casi, le forme della roccia mi hanno suggerito l'immagine da creare, orientando la scelta del punto di vista, della composizione e della presenza del corpo nello spazio.
Anche in questo progetto, come spesso nelle mie realizzazioni, ho lavorato attraverso l'autoritratto. La presenza del corpo, infatti, entra nelle immagini come strumento di relazione con il luogo, introducendo una misura e un confronto con lo spazio che lo circonda.”
Anna Di Prospero
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026