



Piazza, bella piazza / Ci passò una lepre pazza… Così recitava la filastrocca dei bambini e così cantò poi Claudio Lolli, utilizzando quei versi per raccontare la “sua” piazza Maggiore, a Bologna, nei mesi caldi del ’77. Perché la piazza è lo spazio di relazione che, inevitabilmente, diventa il centro e lo specchio della città, luogo comune per eccellenza che è di tutti quelli che la attraversano, la abitano, la vivono.
Nella passeggiata del Giardino Ibleo, un piccolo omaggio alla fotografia italiana presenta alcune immagini della nostra storia visiva con le opere di Enzo Sellerio, Gianni Berengo Gardin, Roberto Koch e Lorenzo Cicconi Mass dedicate proprio alla piazza italiana.
Il progetto continua ora con questa mostra, frutto di una produzione recente, voluta proprio dal festival. Tommaso Ausili, Diana Bagnoli, Francesco Bellina, Irene Starita hanno percorso l’Italia da nord a sud per documentare cosa significhi, oggi, abitare luoghi sociali e di scambio nelle nostre aree urbane.
Insomma, la lepre pazza della filastrocca corre ancora per la sua bella piazza, e seguendola si può comprendere come molto sia cambiato, come altri luoghi di incontro abbiano preso il posto dei precedenti – alcuni, magari, più periferici, altri ancora, improvvisati. Pur se si nutre di nuovi significati e nuove attività (lo skateboard prima di tutto), la funzione cruciale della piazza continua a essere centrale.
Perché, come scrive Elena Granata, “città non si nasce, si diventa”.




Piazza, bella piazza / Ci passò una lepre pazza… Così recitava la filastrocca dei bambini e così cantò poi Claudio Lolli, utilizzando quei versi per raccontare la “sua” piazza Maggiore, a Bologna, nei mesi caldi del ’77. Perché la piazza è lo spazio di relazione che, inevitabilmente, diventa il centro e lo specchio della città, luogo comune per eccellenza che è di tutti quelli che la attraversano, la abitano, la vivono.
Nella passeggiata del Giardino Ibleo, un piccolo omaggio alla fotografia italiana presenta alcune immagini della nostra storia visiva con le opere di Enzo Sellerio, Gianni Berengo Gardin, Roberto Koch e Lorenzo Cicconi Mass dedicate proprio alla piazza italiana.
Il progetto continua ora con questa mostra, frutto di una produzione recente, voluta proprio dal festival. Tommaso Ausili, Diana Bagnoli, Francesco Bellina, Irene Starita hanno percorso l’Italia da nord a sud per documentare cosa significhi, oggi, abitare luoghi sociali e di scambio nelle nostre aree urbane.
Insomma, la lepre pazza della filastrocca corre ancora per la sua bella piazza, e seguendola si può comprendere come molto sia cambiato, come altri luoghi di incontro abbiano preso il posto dei precedenti – alcuni, magari, più periferici, altri ancora, improvvisati. Pur se si nutre di nuovi significati e nuove attività (lo skateboard prima di tutto), la funzione cruciale della piazza continua a essere centrale.
Perché, come scrive Elena Granata, “città non si nasce, si diventa”.
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026