


Blank nasce nel 2020 come risposta fotografica ad una condizione specifica e sempre più pervasiva a Malta: i muri ciechi dei nuovi edifici. Man mano che nuovi condomini sorgono sull'isola, in aree ancora in fase di sviluppo e al di sopra dei tetti dei quartieri esistenti, le loro superfici laterali bianche e lisce rimangono scoperte. Costruiti per restare nascosti, addossati un giorno alle costruzioni adiacenti, questi muri rimangono invece esposti, in attesa di ciò che non è ancora stato costruito. Recano in sé l'indice di una cancellazione: di ciò che occupava il lotto in precedenza, di vedute ora sbarrate, di memorie legate al luogo.
Fotografati con attenzione, e a una distanza costante, i muri appaiono quasi neutri. Eppure, la loro neutralità è ingannevole. Non sono semplici sottoprodotti della costruzione. Segnano momenti di rottura del tessuto urbano, testimoni silenziosi di una forma di violenza radicata nella rapida trasformazione urbana.
Dal 2020, il lavoro si è evoluto insieme alla condizione che documenta, e quello che era sporadico si è trasformato in qualcosa di più vicino ad una costante. Segno che si ripete nel paesaggio urbano di Malta, questi muri sono diventati silenziosamente una delle sue cifre visive più riconoscibili. Dal basso, i muri sovrastano tutto. Disorientano per scala e per la loro presenza improvvisa. Impossibili da ignorare. Avvicinandosi, la superficie che appare vuota inizia a rivelare ciò che contiene. Visti dall'alto diventano invece qualcosa di completamente diverso: macchie sparse sull'isola, numerabili, mappabili, sistemiche.
Per il Ragusa Foto Festival, Blank è presentato attraverso quattro opere. Il visitatore è simultaneamente posto al centro di tre distanze: di fronte al muro in un incontro frontale; circondato dalla sua dimensione aerea; in una visione ravvicinata, invitato a leggere la sua superficie con sguardo indagatore e forense.
– Therese Debono



Blank nasce nel 2020 come risposta fotografica ad una condizione specifica e sempre più pervasiva a Malta: i muri ciechi dei nuovi edifici. Man mano che nuovi condomini sorgono sull'isola, in aree ancora in fase di sviluppo e al di sopra dei tetti dei quartieri esistenti, le loro superfici laterali bianche e lisce rimangono scoperte. Costruiti per restare nascosti, addossati un giorno alle costruzioni adiacenti, questi muri rimangono invece esposti, in attesa di ciò che non è ancora stato costruito. Recano in sé l'indice di una cancellazione: di ciò che occupava il lotto in precedenza, di vedute ora sbarrate, di memorie legate al luogo.
Fotografati con attenzione, e a una distanza costante, i muri appaiono quasi neutri. Eppure, la loro neutralità è ingannevole. Non sono semplici sottoprodotti della costruzione. Segnano momenti di rottura del tessuto urbano, testimoni silenziosi di una forma di violenza radicata nella rapida trasformazione urbana.
Dal 2020, il lavoro si è evoluto insieme alla condizione che documenta, e quello che era sporadico si è trasformato in qualcosa di più vicino ad una costante. Segno che si ripete nel paesaggio urbano di Malta, questi muri sono diventati silenziosamente una delle sue cifre visive più riconoscibili. Dal basso, i muri sovrastano tutto. Disorientano per scala e per la loro presenza improvvisa. Impossibili da ignorare. Avvicinandosi, la superficie che appare vuota inizia a rivelare ciò che contiene. Visti dall'alto diventano invece qualcosa di completamente diverso: macchie sparse sull'isola, numerabili, mappabili, sistemiche.
Per il Ragusa Foto Festival, Blank è presentato attraverso quattro opere. Il visitatore è simultaneamente posto al centro di tre distanze: di fronte al muro in un incontro frontale; circondato dalla sua dimensione aerea; in una visione ravvicinata, invitato a leggere la sua superficie con sguardo indagatore e forense.
– Therese Debono
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026