Workshop

Mario Cresci – I segni del nostro tempo

29 – 30 Giugno – 1 Luglio 2018

Proroga scadenza iscrizione 20 Giugno 2018

Con la VII edizione il Ragusa Foto Festival inaugura il primo progetto destinato alla formazione dei più giovani.

Il progetto avrà la struttura di un workshop della durata di tre giorni: Mario Cresci, autore di fama internazionale, seguirà un gruppo di giovani nella realizzazione di un lavoro a Ragusa, introducendo temi legati all’arte, alla fotografia e alla comunicazione.  La violenza del contemporaneo e i segni incongrui lasciati da essa sul territorio saranno gli argomenti su cui rifletteranno visivamente i fotografi selezionati. Il territorio di Ragusa e Ibla saranno luogo e oggetto d’analisi dei partecipanti, che potranno svelare la complessità, così come le criticità e le molteplici risorse, di un’area di grande ricchezza sia architettonica che naturalistica.

L’esperienza culminerà poi con la realizzazione di una proiezione pubblica a conclusione delle giornate inaugurali del festival.

A fine workshop, insieme all’attestato di partecipazione, verrà regalata ai partecipanti un’opera fotografica di Mario Cresci, realizzata in tiratura limitata e firmata dall’autore.

I partecipanti, un massimo di 20 persone che verranno selezionate da una giuria composta dai membri della direzione artistica del Festival insieme a Mario Cresci, dovranno avere un’età massima di 30 anni. La partecipazione al workshop sarà gratuita, mentre per l’iscrizione alla selezione sarà necessario versare un contributo di 10 euro per le spese di gestione e di segreteria.

Il comitato del Festival supporterà nei tre giorni l’autore e i partecipanti.

Regolamento ws Mario Cresci RFF2018

Scheda di candidatura ws Mario Cresci RFF2018

Info:
Manuela Vargetto
Segreteria di produzione
cell: +39 348 2293399

 

Mario Cresci, la cui figura artistica può essere considerata tra le più ricche e complete, della scena non solo italiana, è un protagonista della fotografia sperimentale; la peculiarità del suo percorso sta nella metodologia progettuale, un continuo scambio tra l’arte, la grafica e la fotografia, intesa quest’ultima come medium della ricerca artistica e al tempo stesso come riflessione teorica connessa con altri saperi e discipline.

Sin dagli esordi, il lavoro fotografico del maestro ligure, nato a Chiavari nel 1946, è caratterizzato da una grande libertà di espressione. Un percorso eclettico che attraversa contesti sociali diversi e affonda nella cultura dei luoghi senza mai rinunciare all’esigenza di sperimentare: dagli “anti-reportage” in Basilicata, realizzati fra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, alle serie elaborate nella sua “seconda vita” a Bergamo, dove fino al 2000 è direttore dell’Accademia di Belle Arti e si confronta con le immagini del patrimonio artistico, fonte di suggestioni infinite, contaminando fotografia, disegno, pittura, video, installazione.

Cresci afferma che intende l’insegnamento come un atto fortemente creativo non solo verso i giovani ma anche verso se stesso: «In questi ultimi anni, aiutato certamente dal mio rapporto continuo con i giovani, la scuola e l’insegnamento – quest’ultimo inteso come laboratorio di ricerca e progetto nell’ambito della fotografia e del comportamento creativo a essa connesso – ho liberato la mia mente e il mio sguardo in ogni direzione del possibile e dell’immaginario senza porre più confini disciplinari.»