





L’edizione 14 parte da un’intuizione semplice: per capire davvero il presente bisogna tornare a guardare i luoghi dove la vita si incontra. Davanti a un mondo che disperde coesione, la fotografia può restituire ciò che i vecchi miti garantivano alle società antiche: una narrazione comune nella diversità, in grado di orientare la vita delle comunità.
I territori italiani, pur nelle loro differenze, condividono oggi sfide comuni: spopolamento, trasformazioni economiche e tecnologiche, ridefinizione delle identità locali. E in mezzo al frastuono visivo che ci circonda, la fotografia può ancora fare ciò che l’algoritmo non è in grado di compiere, generare senso, rendendo visibile quella trama invisibile di esperienze, gesti e paesaggi che unisce territori diversi.
Come un dispositivo di coesione, capace non di unificare le differenze, ma per metterle in relazione. È nelle province, nei paesaggi quotidiani, nei gesti ripetuti e nelle relazioni comunitarie che continuano a manifestarsi archetipi profondi. Qui possono nascere i miti contemporanei. Non favole consolatorie, ma sistemi di significato visibili nei piccoli centri per ridefinire il futuro del Paese: forme di vita che mutano nel tempo ma che conservano una memoria condivisa del vivere insieme.
La call è chiusa. I progetti selezionati per andare in mostra dal 27 agosto al 27 settembre 2026 saranno annunciati entro il 15 giugno.
"Taranto non vuole morire"
Il progetto vincitore, di Maria Pansini, in mostra a Ragusa Ibla
Dal 27 agosto al 28 settembre 2026, Palazzo Cosentini
Vuoi essere il prossimo?
A breve aprono le iscrizioni alle Letture Portfolio 2026






L’edizione 14 parte da un’intuizione semplice: per capire davvero il presente bisogna tornare a guardare i luoghi dove la vita si incontra. Davanti a un mondo che disperde coesione, la fotografia può restituire ciò che i vecchi miti garantivano alle società antiche: una narrazione comune nella diversità, in grado di orientare la vita delle comunità.
I territori italiani, pur nelle loro differenze, condividono oggi sfide comuni: spopolamento, trasformazioni economiche e tecnologiche, ridefinizione delle identità locali. E in mezzo al frastuono visivo che ci circonda, la fotografia può ancora fare ciò che l’algoritmo non è in grado di compiere, generare senso, rendendo visibile quella trama invisibile di esperienze, gesti e paesaggi che unisce territori diversi.
Come un dispositivo di coesione, capace non di unificare le differenze, ma per metterle in relazione. È nelle province, nei paesaggi quotidiani, nei gesti ripetuti e nelle relazioni comunitarie che continuano a manifestarsi archetipi profondi. Qui possono nascere i miti contemporanei. Non favole consolatorie, ma sistemi di significato visibili nei piccoli centri per ridefinire il futuro del Paese: forme di vita che mutano nel tempo ma che conservano una memoria condivisa del vivere insieme.
La call è chiusa. I progetti selezionati per andare in mostra dal 27 agosto al 27 settembre 2026 saranno annunciati entro il 15 giugno.
"Taranto non vuole morire"
Il progetto vincitore, di Maria Pansini, in mostra a Ragusa Ibla
Dal 27 agosto al 28 settembre 2026, Palazzo Cosentini
Vuoi essere il prossimo?
A breve aprono le iscrizioni alle Letture Portfolio 2026
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026
Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026