Ragusa Foto Festival
Ninth edition “Desire”

24 July — 30 August 2020
#ragusafotofestival2020

DESIDERIO

Dal 2012 Ragusa Foto Festival è stato un incubatore di desideri: un luogo per i tanti fotografi appassionati, accompagnati dai propri sogni, dove imparare a riconoscere il proprio percorso di crescita consapevole e responsabile verso la fioritura della propria creatività. Così quest’anno abbiamo pensato di interrogarci sulla natura del desiderio, in quanto vera motivazione delle nostre azioni e spesso orienta le nostre scelte. Può essere l’espressione di un bisogno ma solo il desiderio è in grado di spingersi oltre e trascendere la dimensione della necessità. Quest’ultima infatti è alimentata da una carenza o da una debolezza del presente che richiedono di essere colmate, accudite, saziate. Si ha bisogno di bere o di mangiare, come di un lavoro. Il bisogno vive di mancanze, di vuoti da colmare. Il desiderio invece può proiettarsi nel futuro, cogliere aspirazioni, traguardi, ideali. Mentre il bisogno non ha con sé alcun sogno e il suo orizzonte sono attese già conosciute, imparate, già sperimentate, da ritrovare o replicare, il desiderio invece si spinge oltre ciò che già noto e metabolizzato. Perciò il desiderio sovente non ha una forma precisa, e sfugge dai confini.

Nell’era dei social media, della comunicazione istantanea, della libertà misurata sul potere d’acquisto c’è la sensazione che i nostri desideri spesso siano indirizzati, manipolati, pilotati, indotti o anticipati sulla base di calcoli, di algoritmi, di interpolazioni. Tutto ciò priva l’intelletto di prospettiva relegandolo ad una funzione esecutoria. Una eclissi della mente. I desideri hanno le gambe corte e si risolvono spesso in un appagamento simultaneo, breve, quasi insignificante. In una scarica di piacere virtuale di poco valore. Questo crea dipendenza, assuefazione e allontana lo sguardo da ciò che è essenziale e dalla cura della nostra esistenza e di quella dei nostri simili. Il desiderio assume allora il volto di una distrazione, di un capriccio, di un’evasione dalla nostra stessa natura.

E se invece il desiderio fosse per primo quello di conservare la nostra specie, i nostri ambienti, la nostra dignità, la nostra possibilità di esserci. E se esso risorgesse come un’opportunità di senso, di potenzialità umana, di perseveranza verso la vita, quella vera, non artificiale

DESIRE

Since 2012 Ragusa Foto Festival has been a wish incubator for young photographers where they can learn to recognize their creativity. So this year we decided to dedicate the ninth edition to desire, real motivation that often guides our choices. Desire is the spring of our actions and often guides our choices. Desire reflects and expresses a need but can also go further and transcend the dimension of necessity. The latter is in fact fueled by a deficiency or a weakness of the present that needs to be filled, cared for, satisfied. We need to drink or eat, or event to work. The need feeds on shortcomings, gaps, voids to be filled. Desire, however, can project itself into the future, seize aspirations, goals, ideals. While the need has no dream with it and its horizon are expectations already known, learned, already experienced, to be found or replicated, desire instead goes beyond what is already known and metabolized. Therefore desire often does not have a precise form, and escapes the boundaries.

In the era of social media, instant communication, freedom measured by purchasing power, there is a feeling that our desires are often addressed, manipulated, piloted, induced or anticipated on the basis of calculations, algorithms, interpolations. All this deprives the intellect of perspective by relegating it to an executive function. An eclipse of the mind. The desire, therefore, becomes myopic and often results in a simultaneous, short, almost insignificant fulfillment. Like a shot of virtual pleasure, of little value. This creates dependence, addiction, and push us far away, to the point of forgetting what is essential as the care of our existence and that of our fellows. So desires take on the face of distraction, whim, escape from our own nature.

What if the desire was above all the conservation of our species, our environments, our dignity, our possibility of being there? What if the desire was above all the conservation of our species, our environments, our dignity, our possibility of being? What if it rose again as a quest for meaning, an opportunity to lift humanity, to boost life for real and in all its nuances?