Ragusa Foto Festival IX

24 giugno — 30 agosto 2020
#ragusafotofestival2020​

STATEMENT 2020 — DESIDERIO

Il desiderio rappresenta la molla delle nostre azioni, e spesso orienta le nostre scelte. È l’espressione di un bisogno ma può anche spingersi oltre e trascendere la dimensione della necessità. Quest’ultima infatti è alimentata da una carenza o da una debolezza del presente che richiedono di essere colmate, accudite, saziate. Si ha bisogno di bere o di mangiare, come di un lavoro. Il bisogno vive di mancanze, di vuoti da colmare. Il desiderio invece può proiettarsi nel futuro, cogliere aspirazioni, traguardi, ideali. Mentre il bisogno non ha con sé alcun sogno e il suo orizzonte sono attese già conosciute, imparate, già sperimentate, da ritrovare o replicare, il desiderio invece si spinge oltre ciò che già noto e metabolizzato. Perciò il desiderio sovente non ha una forma precisa, e sfugge dai confini.

Nell’era dei social media, della comunicazione istantanea, della libertà misurata sul potere d’acquisto c’è la sensazione che i nostri desideri spesso siano indirizzati, manipolati, pilotati, indotti o anticipati sulla base di calcoli, di algoritmi, di interpolazioni. Tutto ciò priva l’intelletto di prospettiva relegandolo ad una funzione esecutoria. Una eclissi della mente. I desideri hanno le gambe corte e si risolvono spesso in un appagamento simultaneo, breve, quasi insignificante. In una scarica di piacere virtuale di poco valore. Questo crea dipendenza, assuefazione e allontana lo sguardo da ciò che è essenziale e dalla cura della nostra esistenza e di quella dei nostri simili. Il desiderio assume allora il volto di una distrazione, di un capriccio, di un’evasione dalla nostra stessa natura.

E se invece il desiderio fosse per primo quello di conservare la nostra specie, i nostri ambienti, la nostra dignità, la nostra possibilità di esserci. E se esso risorgesse come un’opportunità di senso, di potenzialità umana, di perseveranza verso la vita, quella vera, non artificiale?