"Bisogna vedere il mare e rivederlo", scriveva Fernand Braudel. Da questo sguardo siamo partiti per approfondire il tema dell’edizione 14 del Ragusa Foto Festival sotto la direzione artistica di Alessandra Mauro, dedicato agli "Archetipi Mediterranei".
Le giornate inaugurali presentano il percorso di ricerca sviluppato attraverso gli sguardi di autori italiani e internazionali, tra mostre inedite, seminari, dibattiti.
L’edizione 14 parte da un’intuizione semplice: per capire davvero il presente bisogna tornare a guardare i luoghi dove la vita si incontra. Davanti a un mondo che disperde coesione, la fotografia può restituire ciò che i vecchi miti garantivano alle società antiche: una narrazione comune nella diversità, in grado di orientare la vita delle comunità.
I territori italiani, pur nelle loro differenze, condividono oggi sfide comuni: spopolamento, trasformazioni economiche e tecnologiche, ridefinizione delle identità locali. E in mezzo al frastuono visivo che ci circonda, la fotografia può ancora fare ciò che l’algoritmo non è in grado di compiere, generare senso, rendendo visibile quella trama invisibile di esperienze, gesti e paesaggi che unisce territori diversi.
Come un dispositivo di coesione, capace non di unificare le differenze, ma per metterle in relazione. È nelle province, nei paesaggi quotidiani, nei gesti ripetuti e nelle relazioni comunitarie che continuano a manifestarsi archetipi profondi. Qui possono nascere i miti contemporanei. Non favole consolatorie, ma sistemi di significato visibili nei piccoli centri per ridefinire il futuro del Paese: forme di vita che mutano nel tempo ma che conservano una memoria condivisa del vivere insieme.
La call è chiusa. Consulta la lista dei progetti selezionati qui!
"Bisogna vedere il mare e rivederlo", scriveva Fernand Braudel. Da questo sguardo siamo partiti per approfondire il tema dell’edizione 14 del Ragusa Foto Festival sotto la direzione artistica di Alessandra Mauro, dedicato agli "Archetipi Mediterranei".
Le giornate inaugurali presentano il percorso di ricerca sviluppato attraverso gli sguardi di autori italiani e internazionali, tra mostre inedite, seminari, dibattiti.
L’edizione 14 parte da un’intuizione semplice: per capire davvero il presente bisogna tornare a guardare i luoghi dove la vita si incontra. Davanti a un mondo che disperde coesione, la fotografia può restituire ciò che i vecchi miti garantivano alle società antiche: una narrazione comune nella diversità, in grado di orientare la vita delle comunità.
I territori italiani, pur nelle loro differenze, condividono oggi sfide comuni: spopolamento, trasformazioni economiche e tecnologiche, ridefinizione delle identità locali. E in mezzo al frastuono visivo che ci circonda, la fotografia può ancora fare ciò che l’algoritmo non è in grado di compiere, generare senso, rendendo visibile quella trama invisibile di esperienze, gesti e paesaggi che unisce territori diversi.
Come un dispositivo di coesione, capace non di unificare le differenze, ma per metterle in relazione. È nelle province, nei paesaggi quotidiani, nei gesti ripetuti e nelle relazioni comunitarie che continuano a manifestarsi archetipi profondi. Qui possono nascere i miti contemporanei. Non favole consolatorie, ma sistemi di significato visibili nei piccoli centri per ridefinire il futuro del Paese: forme di vita che mutano nel tempo ma che conservano una memoria condivisa del vivere insieme.
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Ragusa Foto Festival 14
Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026
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Opening: 27–30 agosto 2026
Mostre fino al 27 settembre 2026